Museo e Real Bosco di Capodimonte al Tar

In occasione di Pronto Natale Il Tarì e il Museo e Real Bosco di Capodimonte di nuovo assieme.

In esposizione al Tarì un pezzo unico di grande valore della Collezione Farnese

Diana cacciatrice sul cervo

Argento dorato, Jabob Miller il Vecchio (Augusta 1548-1618)

Il trofeo, dotato di un meccanismo motorio, si spostava sulle tavole imbandite, e l'ospite davanti al quale si bloccava, beveva il vino contenuto nel suo corpo, attraverso la testa del cervo.

Si diffuse nella Germania meridionale a partire dal 1616. Del trofeo, opera dell'orafo di Augusta, Jacob Miller il vecchio, si conoscono molteplici esemplari, di diversi artisti, tutti operanti nel centro tedesco, fra gli ultimi decenni del XVI secolo e i primi del successivo. La Diana cacciatrice sul cervo, nata per la decorazione della tavola, e per il divertimento delle corti, conobbe una certa diffusione presso i centri europei della cultura manieristica.

 

Sull'onda del grande entusiasmo raccolto dai nostri Clienti che l'hanno visitata in occasione di Mondo Prezioso, Vi segnaliamo la mostra Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica, a cura di Sylvain Bellenger (fino al 21 giugno 2020) è promossa dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, con il Teatro di San Carlo di Napoli, in collaborazione con Amici di Capodimonte onlus e la produzione e organizzazione della casa editrice Electa.

Le 19 sale dell’Appartamento Reale, riproposte in una spettacolare e coinvolgente scenografia, ideata dall'artista Hubert le Gall come la regia di un’opera musicale, saranno il palcoscenico d'eccezione sul quale andranno in scena il Teatro di San Carlo, con la sua sartoria oggi diretta da Giusi Giustino e le porcellane di Capodimonte. Vero filo conduttore della mostra: la musica che si ascolterà grazie all'uso di cuffie dinamiche - non semplici audioguide - che si attivano passando di sala in sala.  

Visita il sito della Mostra

La Galleria delle cose rare

Sono qui esposti oggetti d'arte rari e preziosi, quanto resta della collezione di arte decorativa dei Farnese, in origine raccolti nella "Galleria delle cose rare", una sorta di camera delle meraviglie, attigua alla Galleria Ducale di Parma, dove si esponevano i dipinti, agli inizi del Settecento. 

Oltre al celebre cofanetto  di Alessandro Farnese, la collezione comprende un importante nucleo di bronzetti rinascimentali e manieristici, documento delle più importanti scuole italiane; un insieme raffinato di oggetti d'arte in avorio, compresi tra la fine del Cinquecento e gli ultimi decenni del Seicento, di artisti italiani, famminghi, tedeschi, collezionati nel corso del XVII secolo; un considerevole nucleo di plachette in bronzo, databili tra il XV e il XVII secolo: raffinati bassorilievi, in voga tra Quattro e Cinquecento, impiegati per ornare spade, cofanetti, calamai, cinture e finimenti di cavalli; cristalli di rocca; il prestigioso servizio in maiolica blu di Alessandro Farnese; una raccolta di medaglie, fra le più pregevoli, di artisti del XV e XVI secolo.

Altri oggetti documentano invece la passione dei Farnese per i reperti esotici e per i manufatti provenienti dalle terre di recente esplorazione. Particolarmente interessanti sono inoltre alcune bacheche con microintagli lignei, esemplari di un'arte così insolita, molto diffusa in ambito tedesco.