Ottaviani, riparte inaugurando un nuovo monomarca e potenziando le-commerce

Ottaviani, riparte inaugurando un nuovo monomarca e potenziando l’e-commerce

 

Ottaviani riparte dall’online, dai prodotti anti-Covid, e da un nuovo monomarca. L’azienda marchigiana, sta infatti riaffrontando la riapertura con un potenziamento dell’e-commerce, che ha funzionato bene durante il lockdown, ma anche con mascherine e due prodotti realizzati per l’occasione.
Ad illustrare lo scenario e l’importanza di integrare commercio fisico e sul web, è la titolare Laura Ottaviani.

Come sta andando la riapertura?
Per noi, come per tutto il settore, non è una situazione facilissima, anche a causa del blocco delle cerimonie e per quello che ha comportato avere mesi di stop, però ci siamo difesi in due modi: da un lato lo studio di prodotti dedicati all’emergenza Covid, dall’altro ampliando il mercato online, non solo nostro, ma affiancandoci anche alle esigenze dei nostri clienti, che hanno quasi tutti aperto uno shop online. E, attraverso questo canale, approcciando anche nuovi mercati esteri, dove magari lavoravamo già con delle multinazionali.

Quali sono i prodotti dedicati all’emergenza Covid?
Abbiamo sviluppato una lampada sanificante a raggi UV e ozono, uno scrigno sanificante e delle mascherine. Lo scrigno può contenere i gioielli e gli orologi indossati, ma anche i contanti o le chiavi, da utilizzare nel punto vendita ma anche a casa per sanificare gli oggetti. Ha anche uno specchio riflettente che amplifica ulteriormente l’azione dei razzi UV. La lampada usa anche l’ozono per sanificare ambienti, tessuti e mascherine. Infine abbiamo realizzato mascherine moda, con decori ricamati che riprendono lo stile Ottaviani sia per lui che per lei.

Ha parlato di online. L’avete utilizzato anche durante il lockdown?
Sì, perché abbiamo un’offerta di prodotti molto ampia, che va dall’home decor prezioso per la casa al bijou o orologio da polso, che hanno il vantaggio di non avere una misura ed essere acquistabili direttamente in rete.

Quindi c’era comunque voglia di comprare qualcosa anche non di prima necessità?
Sì, anche dai dati dei clienti ritengo ci fosse voglia di farsi una coccola in un momento difficile e quindi abbiamo lavorato bene sul mercato online. Poi con la riapertura abbiamo sempre proseguito su questa strada, soprattutto nei paesi esteri, dove nel periodo di chiusura abbiamo cercato delle alternative. Poi con la riapertura dei punti vendita abbiamo ripreso il lavoro, pur a ritmi diversi, come ci aspettavamo, spinti anche dai prodotti anti-Covid.

Quanto è importante oggi l’online per un’azienda di gioielli?
È sicuramente un mercato da non sottovalutare e da implementare. Il nostro settore è ancorato al punto vendita fisico, che fa parte della nostra tradizione, noi abbiamo 2.100 clienti solo in Italia, ma le due cose non vanno in conflitto, perché chi acquista online spesso non andrebbe in gioielleria. È un’opportunità in più da cogliere per il settore. Noi ci stiamo lavorando da diversi anni e abbiamo visto che anche durante il lockdown ci siamo rivolti a partner esteri che non avevamo valutato prima e che hanno delle bellissime vetrine. È importante andare a studiare com’è distribuito il prodotto, perché la Germania, ad esempio, si è spostata online.

Il Covid ha spinto in questo senso?
Ha cambiato le abitudini anche in questo e il nostro prodotto si è venduto bene. Continuerà anche nella seconda parte dell’anno, andando incontro al picco natalizio, che rappresenta un’opportunità per i negozi fisici, anche con la ripresa delle cerimonie, come cresime e comunioni.

L’online, quindi, può contribuire al rilancio del settore?
Sì, anche tramite la visibilità del prodotto e del brand veicolati sia dal punto vendita online che dai social. È un canale da percorrere, perché i risultati ci sono e sono gratificanti. L’importante è non mettersi in concorrenza con i propri clienti, rispettando la distribuzione tradizionale. Ad esempio, noi non facciamo sconti e non abbiamo aree stock.

C’è sempre il rischio che i clienti non vedano l’online di buon occhio...
Noi l’abbiamo da dieci anni e i nostri clienti hanno capito che siamo corretti, anzi molti di loro hanno aperto anche il commercio online o con un proprio sito o appoggiandosi ai grandi distributori del web e noi abbiamo dato loro tutto il supporto possibile, con le immagini, i materiali, le informazioni, i codici. Diventa una partnership anche nell’online.

Questo lavoro richiede un impegno anche dal punto di vista del personale.
Certo, noi abbiamo un e-commerce manager, che segue la creazione dei siti, i programmi, le strategie di vendita, il supporto ai clienti, mentre l’ufficio grafico si occupa delle immagini e del materiale tecnico, anche per i negozi fisici. Adesso stiamo lavorando all’apertura di un monomarca in Calabria.

Nell’immediato post-Covid?
Sì, un nostro cliente aveva questo obiettivo e pensavamo venisse rinviato, invece ha voluto concretizzarlo proprio in questo periodo e il monomarca sarà aperto a fine agosto. Ma abbiamo anche vari shopping shop in programma in Campania. Il fatto che aprano in questo momento è un’iniezione di fiducia, perché significa che il cliente scommette sull’azienda.

Quanto è importante per lei la presenza al Tarì?
La nostra azienda è storica, sia come presenza nella struttura che per quanto riguarda la partecipazione ai tre appuntamenti annuali, dove ci teniamo a proporre le nostre novità e che ci hanno sempre portato buoni risultati. Non abbiamo inoltre mai perso occasione per organizzare anche altri eventi. Pensiamo sia un luogo fruibile, bello, comodo e funzionale per i clienti e il nostro rapporto con il Tarì è molto stretto.