La Reggia di Caserta

 

La Reggia di Caserta è stata progettata nella seconda metà del XVIII secolo dall’architetto Luigi Vanvitelli, commissionato dal Re Carlo di Borbone al fine di sfidare Versailles e il Palazzo Reale di Madrid.

Alla fine, Re Carlo non ha trascorso nemmeno una notte alla Reggia, in quanto ha abdicato nel 1759 per diventare re di Spagna, e il progetto è portato avanti dal suo terzo figlio e successore, Ferdinando IV di Napoli.

Caserta è stata scelta per la sua pozione, lontana dal mare, ma non troppo distante da Napoli.

I lavori di costruzione sono iniziati nel 1752; il progetto originale già includeva il parco, che tuttavia, inizia ad essere costruito un anno dopo, nel 1753, ed ultimato dopo 50 anni. Durante la fase iniziale dei lavori, dal 1753 al 1777, è stato realizzato anche l’Acquedotto Carolino, che fornisce acqua non solo alla Reggia di Caserta, al complesso di San Leucio, ma anche ai mulini e alle industrie collocate lungo il suo cammino.

Dopo la morte di Vanvitelli nel 1773, i lavori si sono interrotti per 4 anni e sono stati portati avanti da suo figlio Carlo e in seguito da altri architetti. Il progetto iniziale del Vanvitelli, che includeva delle ali laterali simili a quelle realizzate dal Bernini a San Pietro, non sono state mai terminate,

Tuttavia, l’elemento essenziale del progetto del Vanvitelli è stato mantenuto invariato: la strada centrale lunga 3,3 km caratterizzata da un susseguirsi di vasche e fontane e la spettacolare cascata finale.

Nel 1997, il palazzo è diventato patrimonio dell’UNESCO.

La Reggia

Il Palazzo è caratterizzato da 5 piani, 1.200 stanze, un’ampia biblioteca, una cappella ed un teatro, che rappresenta una riproduzione in scala del Teatro San Carlo di Napoli.

Tra tutti i palazzi reali d’Europa, Caserta è la più grande in termini di superficie, con più di 2 milioni di m³.

La Reggia ha più di 40 stanze monumentali decorate con affreschi, mentre Versailles ne conta solo 22.

Il Parco

Il Parco della Reggia di Caserta si estende per 3 km e ha una superficie totale di 120 ettari.

Progettato da Luigi Vanvitelli, il Parco combina la tradizione del Rinascimento italiano e la nuove soluzioni sperimentate nei giardini di Versailles.

Nel 1786, nella parte orientale del parco, è iniziata la costruzione del Giardino Inglese, primo esempio di giardino informale in Italia. Fortemente voluto dalla moglie di Ferdinando IV, Maria Carolina, il Giardino Inglese si ispira all’idea di natura selvaggia e incontaminata, molto diversa dal resto del parco che ha come impostazione quella dei giardini formali italiani. Il Giardino Inglese si trova alla destra della fontana di Diana e Atteone. E’ anche chiamato “Giardino botanico reale” di Caserta per la varietà di specie vegetali rare arrivate in Europa dal Giappone.

 

Le fontane

Le vasche e le cascate attraversano la seconda parte del parco. Vanvitelli è stato abile nel creare un’illusione ottica sfruttando la prospettiva: la distanza tra la prima fontana e la base della cascata sembra poca, am in realtà è più di 2 km.

Alla fine del parco, dominato dalla Grande Cascata (alta 82 m), c’è un’ampia vasca che ospita la famosa scultura di Diana e Atteone. Il culto di Diana, dea della caccia e dei boschi, era molto popolare nell’area casertana, ricca di flora e fauna. Lungo i due lati della fontana, due scalinate conducono ad una caverna artificiale, nota per la sua spettacolare vista che da Caserta si estende fino a Napoli, creando il cosiddetto “effetto cannocchiale” del Vanvitelli.